Whatsapp e i gruppi di salvataggio

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«A tratti potrebbe apparire una cosa da stronzi, ma, in realtà, è il miglior modo che esiste per fare l’esatto opposto e non essere mai stronzi. 
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** Whatsapp e i gruppi di salvataggio ———————————————————— «A tratti potrebbe apparire una cosa da stronzi, ma, in realtà, è il miglior modo che esiste per fare l’esatto opposto e non essere mai stronzi. Io, nelle chat private, capisco le idiosincrasie, le incazzature, le polemiche e le battute di tutti. Anche quelle sbagliate. Soprattutto quelle sbagliate. Perché c’è la fiducia che in pubblico non c’è più. Mi sento immediatamente accogliente»: così scrive Arnaldo Greco in un articolo uscito qualche giorno fa su Studio. Forse, la soluzione al disagio che proviamo ogni giorno scrollando i feed di Twitter e Facebook, suggerisce Greco, è cercare riparo nei gruppi su Whatsapp. Micro-bolle nelle bolle, create per consolarsi e confortarsi a vicenda, ma soprattutto per parlare male degli altri in completa libertà: sfogandosi lì dentro, l’odiatore/sfottitore seriale di post altrui si diverte e si libera, raggiungendo la pace ed evitando così di deridere o aggredire – in pubblico o in privato – i diretti interessati.
In mancanza della possibilità di chiudere i social, allora, ci conviene chiuderci su Whatsapp. Che ognuno faccia in modo di trovare (o creare) i gruppi più in linea con il suo stile. I miei preferiti, ad esempio, sono molto diversi da quelli di Arnaldo Greco. Io li chiamo gruppi di salvataggio e sono quelli in cui invece di sfottere gli altri si celebra l’autocommiserazione, promuovendo la lamentela libera: lì dentro, io e i miei simili siamo liberi di raccontarci aneddoti penosi, figure di merda e fallimenti vari, accuratamente documentati con foto, audio e video. Il mio preferito si chiama “Toccare il fondo”: di cosa si parla, lo si può facilmente evincere dal nome. Un altro si chiama “Drama trama” ed è il posto dove, tra amiche, sfoghiamo tutte le nostre frustrazioni e la nostra fame di “drama”. Il dato sorprendente è che in questi gruppi si litiga tantissimo: sfide all’ultimo sangue nel tentativo di vincere il primo premio della sfiga, dibattiti violenti su personaggi di successo, recriminazioni di varia natura. Alla fine, però, arriva sempre il momento in cui il componente riottoso (a dire la verità sono quasi sempre io) si pente e chiede scusa: perché in un gruppo Whatsapp, il più delle volte, alla fine, si è tutti sulla stessa barca.
Come essere felici con un gruppo Whatsapp
E se la soluzione fosse non chiudere i social ma chiudersi nei gruppi?
L (www.rivistastudio.com/gruppi-whatsapp-chat-private/) eggi l’articolo (www.rivistastudio.com/gruppi-whatsapp-chat-private/)
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